sabato 10 ottobre 2009

Il voto anticipato che farebbe più bene agli "altri" (e per questo non ci sarà...per il momento)

La vicenda del "Lodo Alfano" ha aperto la discussione a varie ipotesi su scenari futuri più o meno possibili e realizzabili. Tra questi, ovviamente, il ricorso anticipato alle urne.

Un'ipotesi, questa, che superficialmente parrebbe poter essere favorevole soprattutto alla maggioranza uscente, che nonostante le varie disavventure del Presidente del Consiglio, gode ancora di un ampio consenso popolare, anche per le "disgrazie altrui" che attanagliano l'opposizione.

Sulla carta, quindi, si potrebbe pensare ad un plebiscito sulla "persona Berlusconi", in caso di immediato ritorno alle urne.

E invece...

Andare al voto adesso è un "terno al lotto" per e su l'alleato leghista; se Berlusconi e (soprattutto) i suoi possono temere un ancora maggior exploit della Lega Nord, Bossi e soci al contrario potrebbero temere di uscire ridimensionati da una "conta" pro o contro il Cav. Il quale però teme una sorta di "Scalfaro-bis" che gli "freghi" le elezioni con un governo "del Presidente" fatto sulle larghe intese.

In questa ipotesi s'incardina il problema dei parlamentari che potrebbero non essere rieletti, e che quindi potrebbero rivelarsi accomodanti verso l'ipotesi di "maggioranze alternative".

Chi aspira alla "successione al re", preferisce che si rosoli a fuoco lento, invece che andare allo scontro e vederlo portare a casa un plebisicito.

Passando agli avversari: l'UdC, se salta Berlusconi, può rientrare nel centrodestra e magari Casini giocarsi un ruolo per sostituirlo, per cui a lui va bene la strategia dei "delfini".

Il PD è allo sbando, e andare al voto adesso lo vorrebbe cedere ulteriori parti di consenso a Di Pietro e "ritornare" voti a quella sinistra "massimalista" cui li aveva prosciugati con l'appello al voto utile.

E infatti chi si è subito prodigato per la chiamata alle urne?! Italia dei Valori e la cosiddetta "Lista Anticapitalista" di Rifondazione, Comunisti Italiani e Socialismo 2000.

Ecci quindi perchè, salvo che le cose non precipitino per altre novità di vario genere, almeno fino alle Regionali si continuerà con questa maggioranza e questo Governo.

Poi si vedrà...


Federico Zuliani

Problema tecnico

A causa di un problema di natura tecnica, l'articolo che avrebbe dovuto andare online ieri sarà postato a breve.

Ci scusiamo per il disagio.


Il Comitato Fondatore

giovedì 8 ottobre 2009

COMUNICATO n. 3 - Riprende l'attività del CISP

Cari lettori,

Con un articolo riguardante l'ipotesi del ricorso anticipato alle urne, riprenderà da domani l'attività on line del CISP - "Pim Fortuyn".

Vi aspettiamo dunque per discutere ed analizzare con Voi i diversi argomenti socio-politici, interni e non, che di volta in volta saranno trattati su questo spazio web.


Il Comitato Fondatore

mercoledì 22 luglio 2009

COMUNICATO n. 2: Il Centro Indipendente di Studi Politologici "Pim Fortuyn" tornerà in attività in autunno

Per una serie di impegni e circostanze, il Centro "Pim Fortuyn" si è visto costretto ad interrompere, momentaneamente, le proprie attività.

Studi e analisi riprenderanno dopo la pausa estiva.


Il Comitato Fondatore

lunedì 23 marzo 2009

Sondaggio Euromedia: PdL e Lega fortissimi, in discesa gli altri

In vista del Congresso fondativo, che si terrà in questo weekend a Roma, il Popolo della Libertà vola nei sondaggi. Col nuovo partito del centrodestra, continua a far bene l'alleato Lega Nord.

Sempre ai minimi storici il PD, rallenta un po' Di Pietro. UDC sempre sopra il livello di guardia, la cosiddetta "Sinistra Arcobaleno" in leggera ripresa.

PdL 42,1%
Lega Nord 9,1%
--
Udc 5,5%
--
Partito democratico 22,5%
Idv 7,5%
--
Ex Sinistra Arcobaleno 4,6%

Nell'area che va dal PD verso sinistra, circola un sondaggio più lusinghiero per Franceschini e i suoi, molto meno per gli alleati "radicali".
Consortium da infatti questi dati:

Pd 30,5%
Idv 5,5%
PRC + PdCI 2,5%
Sinistra e Libertà 1%

Secondo questo sondaggio, dunque, la forza ke mette insieme socialisti, Sinistra Democratica, Verdi e le componenti della Sinistra (il gruppo di Vendola per Rifondazione e della Belillo per i Comunisti Italiani), varrebbe solo l'1%, mentre Di Pietro, dato per tutti "in volo", sarebbe fermo al 5,5%. Dati che paiono poco credibili, visto che sono in contraddizione con la maggior parte degli altri sondaggi.

Ma, come sempre, saranno le urne a dire chi ha avuto ragione...

sabato 7 marzo 2009

Sondaggio EKMA: volano Lega, UDC e Di Pietro, crolla il PD, stabile il PdL

Secondo un sondaggio EKMA, pubblicato qualche giorno fa, queste le percentuali che otterrebbero al voto le principali forze politiche italiane:

il Popolo della Libertà 36%
Partito Democratico 22%
Lega Nord 9,5%
Unione di Centro 8%
Lista Di Pietro - Italia dei Valori 8%

Come possiamo notare, il PdL è sostanzialmente stabile, perdendo poco rispetto alle Politiche. Meno di due punti, che vanno ad incrementare il già robusto elettorato potenziale del competitor alleato, la Lega Nord.

Quasi raddoppiati i voti di Di Pietro, che assorbe molto all'alleato PD, che ha perso circa 1/3 dei suoi voti, pungolato "a sinistra" da Di Pietro e da una se pur lieve ripresa del fronte "arcobaleno".

E, al centro, dall'UDC casiniana, che nell'era del quasi bipartitismo, continua a resistere, e bene, nella sua posizione mediana.

In attesa che qualcosa (molto) cambi...

domenica 22 febbraio 2009

Perchè Soru ha vinto e il PdL ha perso

Le elezioni per la guida della Regione Sardegna hanno visto prevalere il candidato del centrodestra Ugo Cappellaci su quello del centrosinistra, e governatore uscente, Renato Soru.

Un risultato che ha regalato l'ennesimo trionfo personale a Silvio Berlusconi, autore di una massiccia campagna elettorale in terra sarda, e portato alla disfatta del Partito Democratico, con relative dimissioni del leader Veltroni e tutto quello che ne è conseguito dalle parti del loft.

Tuttavia, il risultato di questa tornata amministrative dice anche altre cose, oltre al dominio del Cavaliere e la crisi del PD.

Innanzitutto va osservato il risultato conseguito personalmente dai candidati e quello delle liste che li sostenevano.
Salta così subito agli occhi che c'è stato un massiccio utilizzo del voto disgiunto in favore di Soru.

Cosa significa questo?

Che lo sconfitto era comunque un candidato forte, sia perchè era il governatore uscente, sia perchè la sua battaglia non è stata certo contro lo sfidante, ma contro Berlusconi in persona.

Questo significa che Soru è un personaggio forte che, nonostante la sconfitta, può sviluppare ambizioni di carattere nazionale, paradossalmente sfruttando proprio questa "sconfitta vittoriosa".

Di contro, salta agli occhi la pochezza del PdL: non tanto per il comunque notevole calo di consensi (dovuto all'alleanza con diverse forze di stampo autonomista, che in un'elezione del genere non possono non convogliare voti), quanto per la palese assenza di classe dirigente.

Se Cappellacci era il miglior candidato disponibile, allora vuol dire che il tanto menzionato "ricambio generazionale" non esiste, e che il dopo-Berlusconi rischia di rivelarsi più amaro del post-parto democratico.

Le elezioni sarde, senza l'impegno del Cav, averebbero visto un Soru stravincere senza faticare, e questo deve far riflettere...

Una nota a margine, sull'exploit dell'UdC: il partito di Casini ha "trionfato" proprio perchè alleato del "gigante berlusconiano", godendo dell'effetto "meno peggio" che già aveva premiato la Lega Nord alle Politiche.

La presenza, al netto degli autonomisti, di una sola "alternativa in casa" al PdL non poteva che premiare i centristi.

E' uno degli effetti boomerang del "quasi bipartitismo" di stampo veltrusconiano. Con il vecchio schema bipolare, infatti, chi si riconosceva nell'area di centrodestra ma non vedeva di buon occhio il Cavaliere, poteva scegliere tra Alleanza Nazionale, UDC, Lega, Nuovo PSI e altri alleati "minori", magari sperando in un ribaltamento dei rapporti di forza all'interno della coalizione.

Con il varo del PdL, invece, o si vota il "partito di Berlusconi" o le alternative non sono molte.

Se alle Politiche, ad esempio, si fosse allargata a La Destra l'alleanza di centrodestra, gli scontenti di AN del Nord per la "fusione" avrebbero guardato al movimento di Storace invece che alla Lega. E se anche questo avesse aperto un più ampio fronte alla destra di Fini, la Lega si sarebbe trovata certo meno forte. A tutto vantaggio della coalizione, dell'Italia, e di Berlusconi stesso.

Federico Zuliani